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Muore 4 giorni dopo l’addio alla sorella

San Polo. L’alpino Luigi De Bianchi stroncato da un infarto nel suo letto: non ha retto al dolore per la scomparsa di Angela

SAN POLO DI PIAVE. Stroncato da un infarto quattro giorni dopo il funerale della sorella. Angela De Bianchi 77 anni e il fratello Luigi De Bianchi 84, uniti fin dall’infanzia da un particolare sentimento d’affetto, sono deceduti pochi giorni l’una dall’altro. Lunedì scorso si sono svolti a San Polo i funerali di Angela, mentre oggi nella stessa chiesa, alle 15, sarà dato l’ultimo saluto a Luigi, morto a una settimana di distanza. Quando è mancata la sorella, lui non si era sentito di andare al suo funerale: tanto grande era il dolore per aver perso Angela, morta dopo una breve malattia.

Venerdì scorso, alle 6 del mattino, Luigi si è sentito male a casa nel suo letto. Era stato colpito da un infarto ed è stato trovato esanime dai familiari. L’ambulanza del 118, chiamata dai parenti, l’ha trasportato prontamente all’ospedale di Oderzo, dov’è però giunto già morto.

Luigi e Angela erano cresciuti insieme nell’azienda agricola di San Polo, situata in via Casoni. Qui si svolgeva la loro vita, caratterizzata dal sacrificio e dal duro lavoro nei campi. La famiglia era stata al servizio dei nobili Giol. Successivamente, con il tramonto della mezzadria, nei primi anni Settanta, i De Bianchi avevano riscattato le proprietà e continuato in proprio la coltivazione della terra e l’allevamento del bestiame.

Luigi e Angela si erano divisi con i rispettivi matrimoni. Luigi aveva sposato Lives, (deceduta nel 2007) da cui ha avuto i figli Danilo, Flavio e Franco (lascia anche le nuore, i nipoti e il fratello Fiorenzo). Angela aveva sposato Armando Paladin, da cui ha avuto i figli Silvano e Gianluigi (lascia anche le nuore Prisca e Rosita, i nipoti Fabio, Elisa e Carolina, cognati e nipoti).

Luigi era agricoltore e insieme al fratello Fiorenzo coltivava la terra vicino alla sua azienda agricola di via Casoni. Era stato socio della cantina sociale di Ormelle e successivamente della cantina sociale cooperativa di Tezze di Piave. Socio storico anche della latteria di Soligo, era associato del gruppo alpini di San Polo.

«Una vita, quella di mio padre, trascorsa all’insegna del lavoro. Persona benvoluta, aveva un carattere schivo e riservato, ma era un gran lavoratore, cresciuto onestamente tra le fatiche dei campi, dapprima quale mezzadro dei Giol e poi continuando in proprio, nella nostra casa ai confini tra Rai, San Polo e Tezze», ricorda il figlio Danilo, «Era proprio legato da un forte affetto alla sorella Angela. Non era riuscito ad andare al suo funerale, ma aveva fatto giungere il proprio cordoglio al cognato. Qualche giorno dopo è venuto a mancare anche lui».

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso