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«L’ho vista scivolare Mamma ed io ci eravamo presi un giorno per noi»

La tragedia in montagna in cui ha perso la vita Cinzia Pizzo Il cordoglio di Casa Marani dove lavorava. Funerali forse venerdì

SPRESIANO

«Era un giorno che ci eravamo presi per stare tra noi due, prima della mia partenza per Roma». Andrea Carra pensa a quelle ultime ore insieme alla mamma Cinzia Pizzo: prima del dolore per la tragedia che si è consumata sul sentiero delle Pozze Smeraldine, a Tramonti di Sopra in Friuli, prova a mettere davanti al tremendo doloro la felicità per quei momenti trascorsi insieme.

«Avevamo deciso di prenderci un giorno per stare insieme, tra poco mi trasferirò a Roma e lei a casa sarebbe rimasta sola», dice Andrea. Per questo lunedì mattina sono partiti verso il Friuli per una passeggiata in mezzo alla natura. Hanno scelto una meta scenografica, raggiungibile dopo una passeggiata non particolarmente impegnativa. Ma poi l’incidente sul sentiero Cai 938.

«C’era un tratto in cui il terreno non era perfetto, era un po’ scivoloso e sconnesso. Ed è caduta», ricorda Andrea. Un volto di 25 metri, che è risultato fatale. È sceso anche lui lungo la vegetazione e la roccia per raggiungerla, poi ha risalito il torrente alla ricerca di un punto in cui il cellulare prendeva e ha chiamato i soccorsi. Sul posto, poco dopo le 15 è arrivato l’elicottero della Protezione civile con a bordo un medico del Soccorso alpino, che però giunto sul punto in cui si trovava il corpo di Cinzia non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.

La famiglia risiedeva ormai da 25 anni a Spresiano, dove si era trasferita per lavoro. «È sempre stata una mamma presente, attenta alla famiglia», la ricorda Andrea. «Amava coltivare il suo piccolo orto, quando aveva del tempo libero». Cinzia Pizzo, 59 anni, da quattro anni era impiegata come operatrice sociosanitaria a Casa Marani. In servizio dal 2017 alla sede di Povegliano dell’Ipab per la cooperativa sociale “Insieme si può”, dal 2020 era dipendente del Centro di servizio per anziani. «La scomparsa di Cinzia lascia in tutti noi profonda tristezza e un grande vuoto - dice Daniela Zambon, presidente di Casa Marani, insieme al direttore, Eddi Frezza - Oggi salutiamo una cara collega della quale abbiamo potuto apprezzare le grandi doti umane e professionali, la sua grande disponibilità e competenza, la sua affidabilità e gentilezza al servizio della comunità e degli ospiti di Casa Marani. Le più sentite condoglianze a tutta la sua famiglia».

Il lavoro in casa di riposo era arrivato dopo altre esperienze lavorative. Cinzia Pizzo infatti era sommelier, e la sua passione l’aveva portata a gestire, insieme all’ex marito Leonardo Carra, il ristorante “El Sestin” a Treviso in piazzale Burchiellati. Un locale che aveva conosciuto un grande successo in città, ma che successivamente ha attraversato alcune difficoltà ed era infine stato chiuso. Ma Cinzia si era rimboccata le maniche, anche per i figli Andrea, oggi 29 anni, e Alice 27, e aveva trovato altri impieghi, fino ad approdare appunto a Casa Marani.

A Spresiano, il Comune che ormai è diventata casa della sua famiglia sebbene fosse nata a Villadose (Rovigo), si terranno anche i funerali. Probabilmente venerdì, si è in attesa del nulla osta dalle autorità di Maniago. —

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Pubblicato su La Tribuna Di Treviso