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La sorella: «Tommaso, umile e sensibile»

Il dolore dei familiari e dei dirigenti del Calcio Lovispresiano e del Nervesa con cui aveva giocato

Aveva una grande passione per il calcio, Tommaso Calesso, neanche vent’anni. Una passione nata quando era bambino e coltivata assieme ai suoi amici di Spresiano. Era un attaccante, faceva tanti gol ed aveva giocato principalmente in due squadre: il Lovispresiano, squadra del suo paese, ed il Nervesa. Aveva giocato fino all’anno scorso, al Lovispresiano, in prestito dal Nervesa, ed a suon di gol s’era guadagnato la convocazione anche nella prima squadra. Il calcio era stato costretto a lasciarlo quest’anno perché aveva trovato lavoro alla Disam serramenti di Maserada e non poteva conciliare lavoro e sport come un tempo. Ieri molti suoi ex compagni di squadra hanno pianto lacrime amare, al risveglio, quando è iniziata a circolare la notizia che Tommaso Calesso, classe 1998, non c’era più a causa dell’ennesimo incidente stradale del sabato notte che ha spezzato una giovane vita. «Era un bravo ragazzo ed un buon giocatore», spiega Renato Granziol, dirigente del Lovispresiano. «Abbiamo appreso stamattina la triste notizia ed è un dolore per tutti noi. Lo ricorderemo nello spogliatoio prima della partita».

Chi conosceva Tommaso lo descrive come un ragazzo tranquillo, con la testa sulle spalle, che oltre al calcio e allo sport in genere, amava fare amicizia con il mondo. Le parole più belle escono dalla bocca della sorella maggiore Marta, 28 anni: «I nostri genitori - dice commossa - ci hanno insegnato a guardare agli altri come nostri fratelli e sorelle e a metterci sempre a disposizione di chi sta peggio di noi con un gesto o un semplice sorriso. Tommaso è stato sempre così: un ragazzo umile, sensibile e premuroso».

Fin da metà mattinata, quando ormai la notizia era di dominio pubblico, la casa di via Calessani 37, dove abita la famiglia Calesso, è diventata un via vai di amici, parenti e conoscenti che si sono stretti attorno alla famiglia di Tommaso: papà Alessandro, dipendente della “Sintesi tende”, mamma Nadia, impiegata all’istituto comprensivo scolastico delle medie di Spresiano, e la sorella Marta, dipendente della Nova Facility, la cooperativa che gestisce la logistica delle ex caserme Serena a Dosson e Zanusso a Oderzo che ospita i richiedenti asilo.

«Era sempre sorridente ed aveva tanti amici. Ieri sera era uscito con loro, aveva frequentato qualche locale e stava ritornando a casa quando purtroppo è successo quello che è successo», spiega la sorella Marta. «Spero che tutti lo ricordino com’era lui: disponibile, altruista e sempre con il sorriso stampato in volto».

I funerali non sono stati ancora fissati. Si parla della giornata di mercoledì come possibile data delle esequie che si terranno nella chiesa parrocchiale di Spresiano. (m.fil.)

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Pubblicato su La Tribuna Di Treviso