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Treviso, è morto Ivano Borsoi, imprenditore ed ex presidente Fidal

Il suo nome rimarrà legato per sempre ai Tricolori cross in Ghirada, tre edizioni che portarono a Treviso campioni del calibro di Alberto Cova, Francesco Panetta e Gelido Bordin. Si è spento a 75 anni Ivano Borsoi, ex presidente provinciale Federatletica (Fidal) e già imprenditore nel ramo dell’abbigliamento sportivo

TREVISO. Il suo nome rimarrà legato per sempre ai Tricolori cross in Ghirada, tre edizioni che portarono a Treviso campioni del calibro di Alberto Cova, Francesco Panetta e Gelido Bordin. Si è spento a 75 anni Ivano Borsoi, ex presidente provinciale Federatletica (Fidal) e già imprenditore nel ramo dell’abbigliamento sportivo. Un’emorragia cerebrale l’aveva colpito a 50 anni, costringendolo poi a lasciare il lavoro. Quindi l’ictus lo scorso ottobre.

Aveva fondato l’azienda Mila che aveva vestito tantissimi agonisti, fra ciclismo, calcio, basket, la stessa atletica. Una figura legata a doppio filo al mondo dello sport, che a fine Anni Ottanta lasciò un ricordo prezioso: presidente del Comitato provinciale Fidal per cinque anni, dal 1985 al 1990, ebbe l’onore, sotto la propria gestione, di ospitare tre edizioni (1986, 1988 e 1990) dei campionati italiani di corsa campestre.

La manifestazione, che vide lo stesso Borsoi in prima linea sul piano organizzativo, impresse un marchio indelebile negli almanacchi dell’atletica trevigiana, considerando che a Treviso si sfidarono fior fior di atleti: dai Cova e Bordin a un giovanissimo Salvatore Bettiol.

Erano anni d’oro per il mezzofondo e il cross tricolori: averli in Ghirada a battagliare per il titolo italiano fu un regalo favoloso alla città. Borsoi era stato quasi un precursore: aveva compreso l’importanza del grande evento come calamita per le nuove generazioni, per l’attività di base.

All’epoca, si valutò persino la possibilità di portare un Mondiale cross in Ghirada, ipotesi che poi non si concretizzò. Ma Borsoi si prodigò pure su altri fronti: si batté per l’atletica dei diversamente abili, in tempi ancora pionieristici, dando supporto agli allora emergenti Francesca Porcellato e Alvise De Vidi, destinati poi a carriere leggendarie nel mondo paralimpico.

«Mi viene in mente l’alto livello dell’atletica di quegli anni, tutti quei campioni in Ghirada», le parole di Oddone Tubia, ex presidente provinciale e ora consigliere regionale Fidal, «e, in particolare, ho un ricordo legato al cross di Santa Cristina di Quinto. Ero ancora atleta, ero lì per gareggiare e lui mi si avvicinò: “Guarda che questa corsa è un pezzo di storia”. Amava molto l'atletica».

Abitava in pieno centro a Treviso, in via Palestro. Lascia la moglie Carla e il figlio Massimo, i nipoti Matteo e Andrea. I funerali avranno luogo giovedì prossimo alle 14.45, al Duomo.

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso