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«Grazie a tutti i soccorritori che gran cuore per trovare papà»

Le parole commosse di Alessandra Celegon, figlia di Leopoldo Suo padre è morto a causa di un tragico incidente in montagna  

la famiglia in lutto

«Quella domenica sono venuta su pensando: “da quel bosco non esco finché non trovo papà”. Quando ho visto l’area, mi sono resa conto che non avrei mai potuta farcela e mi sarei messa in pericolo. Ma non è solo per le ricerche che voglio ringraziare i soccorritori: nel momento più buio, queste persone ci hanno sostenuto e abbracciato come una grande famiglia, si sono stretti a noi e battuti con noi nella speranza di un recupero, non lasciandoci la mano fino al giorno del ritrovamento».

Alessandra Celegon è la figlia del primario di 72 anni, Leopoldo, ritrovato senza vita nel torrente Costeama dopo una settimana di ricerche, sopra Cortina. La famiglia ha contattato il Corriere delle Alpi per ringraziare tutti gli uomini impegnati nelle ricerche: «Sono un patrimonio nazionale, persone delle quali essere orgogliose. Abbiamo toccato con mano quante persone meravigliose e competenti ci sono nel momento del bisogno... il Soccorso alpino, la Protezione civile, i vigili del fuoco, i carabinieri, la finanza, i torrentisti, i sommozzatori e tanti altri ancora». «L’umanità, la delicatezza, la competenza e l’emozione che ci hanno dimostrato è andata oltre al fatto di svolgere il loro lavoro. Ecco, mi preme tanto far arrivare a loro il mio ringraziamento perché – anche se non nel modo inizialmente auspicato – ci hanno riportato il mio papà e ci hanno permesso di dargli il degno saluto che meritava. Mi hanno reso davvero orgogliosa di esser loro concittadina».

Leopoldo Celegon è scomparso domenica 4 ottobre. «Era partito di mattina presto: a Cortina abbiamo una casa e trascorriamo le vacanze. Di solito andava su e giù a controllare e, con quell’impegno, quel giorno ha detto: “conosco un prato, un boschetto” dove era già andato, per cercare qualche fungo. Non riusciamo a capire cosa sia successo. Quella domenica con mamma abbiamo cercato un contatto telefonico con papà, ma quando alle 17-18 il cellulare suonava ancora come non raggiungibile, ho deciso di venire su». Nel frattempo la famiglia aveva diramato l’allerta ai soccorritori. «Una macchina organizzativa incredibile. Abbiamo ricevuto sostegno anche morale. Grazie». —

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso