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Una raccolta di fondi per la famiglia di Mody ex security del New Age

RONCADE

Lavorava di giorno come operaio e di notte come addetto alla sicurezza: Mody Sidibe l’8 ottobre scorso è morto a causa di un tumore, all’età di 52 anni. La sua salma farà ritorno oggi nella sua terra d’origine, con un volo per Dakar in Senegal. La prematura scomparsa dell’uomo ha lasciato nel lutto, oltre ai suoi cinque figli e i familiari, anche il mondo della notte e dei locali. Sibide infatti da 20 anni prestava servizio al New Age di Roncade e aveva lavorato anche al Vanilla di Jesolo. A seguito della triste notizia i titolari del locale trevigiano hanno dato avvio ad una raccolta fondi: «Vogliamo dare un sostegno concreto alla famiglia ad affrontare questo momento difficilissimo» spiegano in un accorato ricordo dell’uomo security sempre sorridente e gentile «Mody ci ha lasciato, troppo presto e troppo in fretta. Un senso di vuoto incolmabile ci pervade, abbiamo perso un fratello, un amico, un padre». Mody Sibide, viveva in provincia di Treviso da molti anni e qui aveva costruito la sua grande famiglia. Nei suoi desideri c’era quello di ricongiungersi idealmente con le sue radici in terra africana ed è anche grazie agli oltre 4000 euro raccolti attraverso la petizione lanciata dal locale trevigiano che è stato possibile realizzare questo suo ultimo desiderio senza gravare sulla famiglia. Ora la raccolta fondi del New Age, a cui si è aggiunta anche la solidarietà della comunità senegalese di Treviso, proseguirà. «In punta di piedi sei arrivato al New Age quasi 20 anni fa» è il ricordo del dj Luca Bogoni, di Suonica «controllavi l’uscita della zona fumatori. Con amore e umiltà ti sei conquistato tutta la nostra fiducia e da parecchi anni eri il sorriso di benvenuto alla porta d’ingresso del New Age. Sempre il primo ad arrivare e sempre l’ultimo ad andare via, il pilastro del servizio di sicurezza del club, un collaboratore onesto e leale. La notte lavoravi con noi, tornavi a casa la mattina, dopo poche ore di sonno eri pronto per il tuo turno in fabbrica. Ciao grande uomo».

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Pubblicato su La Tribuna Di Treviso