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Oderzo, i libri entrano in duomo la prima volta è un successo

Gran risposta di pubblico sabato sera per il volume di Arianna Tomasi Si è ricordata anche la figura di Bepi Covre, finanziatore della stampa 

cultura

Per la prima volta nella storia secolare del duomo di Oderzo si è tenuta al suo interno la presentazione di un libro. Ed è stato un vero successo di pubblico e di critica, pur nel rispetto delle rigorose norme anticoronavirus. La pubblicazione intitolata “Dalla cortina di ferro alla rivoluzione Wojtyla”, stampata dalla casa editrice pontepiavense “Gianni Sartori”, è di Arianna Tomasi, giovanissima neolaureata di Mansuè. È impreziosita dalla bella prefazione di Bepi Covre dettata qualche giorno prima della sua prematura scomparsa. L’ex sindaco di Oderzo, grande appassionato di storia contemporanea, era rimasto colpito dallo studio di Arianna Tomasi e aveva deciso di sponsorizzare la pubblicazione della sua tesi di laurea poi confezionata in un vero e proprio libro. Sabato sera nell’incontro pubblico organizzato in duomo la figura di Bepi Covre – amministratore lungimirante, animo libero e figura preminente a metà degli anni Novanta del movimento dei sindaci – è stata delineata da Giorgio Sbrissa, caporedattore della Tribuna di Treviso, quotidiano con il quale l’ex primo cittadino opitergino ha collaborato per anni. Il carmelitano padre Aldino Cazzago ha condiviso l’analisi dell’autrice, riconoscendo a Giovanni Paolo II e alla diplomazia vaticana un contributo determinante e pacifico al crollo del comunismo nei Paesi dell’Est europeo. Applauditissimo l’intervento conclusivo di Arianna Tomasi che ha ricordato la genesi della sua ricerca e quella del libro. —

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso