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Morto a scuola, esposto della famiglia in Procura

I genitori di Sukhraj chiedono di indagare sull’ecocardiogramma di pochi giorni prima e su eventuali errori nei soccorsi

RIESE. «Vogliamo la verità sulla morte di mio figlio»: Jesbir Rathor, il papà di Sukhraj, il 14enne deceduto il 21 ottobre scorso durante l’ora di educazione finisca all’Itis Barsanti, ha presentato un esposto in Procura in cui chiede alla magistratura di indagare. Perché l’ecocardiogramma effettuato pochi giorni prima non ha rilevato anomalie? Sono state tempestive e corrette le manovre di primo soccorso? Si poteva salvarlo? Sono solo alcune delle domande che la famiglia del ragazzo rivolge ai magistrati. Domani a Riese alle 10 si terrà la cerimonia funebre secondo il rito sikh, quindi la cremazione a Padova. Per chiedere chiarezza, la famiglia si è rivolta a Studio 3A-Valore, società specializzata nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, all’avvocato Andrea Piccoli del foro di Treviso, e presentando un esposto alla magistratura.

Gli esami strumentali

Le riserve riguardano innanzitutto gli esami che avevano permesso a Sukhraj di riprendere la pratica sportiva agonistica nel Riese Spineda Vallà. «Il 22 agosto sono stati fatti vari esami presso la Medicina dello sport di Castelfranco per avere il certificato, ma inizialmente l’eco-cardiogramma aveva mostrato un lieve tremore della mano a seguito della prova sotto sforzo che aveva consigliato ulteriori approfondimenti, tra cui un altro Ecg, effettuati il 7 ottobre in ospedale a Treviso e conclusisi con esito positivo. Si poteva andare più a fondo? E questi referti si possono vedere?», domanda papà Jasbir. Il superamento dei test è stato comunicato solo telefonicamente al padre e alla società sportiva e quando un suo dirigente, all’indomani del decesso, è andato a ritirare il certificato all’ospedale, gli è stato negato.

Primi soccorsi

Inoltre si tratta di chiarire se sono state corrette le procedure del primo soccorso praticato al ragazzo una volta che si accasciato a terra nella pista della scuola: «I medici dell’ambulanza ci hanno detto che Sukhraj aveva parecchio sangue in bocca e che hanno dovuto aspirarglielo perché non riuscivano a intubarlo», dice il fratello Harminder, facendo presente che forse il ragazzo era solo svenuto e che le manovre per rianimarlo di fatto lo abbiano soffocato. Per questo la famiglia ha chiesto alla magistratura di acquisire le immagini della videosorveglianza puntate sul campo sportivo. «Chiediamo la verità». —

Davide Nordio

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Pubblicato su La Tribuna Di Treviso