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Pedemontana, barriere killer «Stop alla strage degli uccelli»

I volatili si schiantano contro le nuove alte protezioni trasparenti anti-rumore Le associazioni ambientaliste protestano a Spineda: «Servono adesivi visibili» 



Una marcia per dire «basta» alla strage di volatili lungo le barriere fonoassorbenti della Pedemontana Veneta. Al centro della manifestazione ci sono loro: le “lastre killer” che dall’apertura dei cantieri della Spv hanno procurato la morte di centinaia di uccelli.

Siamo a Spineda di Riese dove nel pomeriggio di ieri si è svolta la marcia con circa un’ottantina di persone radunatesi per chiedere tempi certi sull’installazione delle sagome “scaccia uccelli” lungo tutto il tracciato. Una lunga lotta iniziata oltre due anni fa: dal 2016, infatti, la Lipu, Lega italiana protezione uccelli, e il consigliere regionale Andrea Zanoni hanno ripetutamente invitato la Regione Veneto e gli enti competenti per i lavori della Superstrada pedemontana veneta a non utilizzare pannelli antirumore trasparenti, i più pericolosi per gli uccelli. Per i tratti dove sono già stati installati, sono stati inviati numerosi suggerimenti tecnici sulle azioni utili a limitarne il rischio d’impatto. La pericolosità di queste barriere in vetro alte fino a cinque metri può infatti essere limitata con la semplice applicazione di marcature adesive o serigrafie.

Alla manifestazione di ieri, contro le “barriere fatali” c’erano molte associazioni locali e nazionali: Lipu, Lac, Lav, Enpa, Italia Nostra, Oipa, Salviamo il Paesaggio, Legambiente Tv, Lega del Cane e Wwf Terre del Piave per chiedere l’attuazione immediata delle misure anticollisione. Con loro anche il consigliere regionale Andrea Zanoni del Partito Democratico e Laura Puppato. «Ad oggi, l’installazione di pannelli antirumore in vetro lungo la Spv è continuata, e ad esclusione di pochissimi tratti, non sono state applicate le indispensabili misure anticollisione», spiega Francesco Manzano, presidente Lipu Tv.

In alcuni tratti questi pannelli sono posizionati in corrispondenza di corsi d’acqua, proprio l’habitat naturale di riferimento per gli spostamenti della fauna. Nel luglio 2019 le numerose richieste hanno finalmente ricevuto una risposta dalla Regione Veneto, che ha promesso l’applicazione delle marcature anticollisione. Ora, in molti siti, il concessionario della Spv sta procedendo con l’installazione delle sagome. Ma la strage è già avvenuta e continua dove queste sagome mancano. «Per la sola provincia di Treviso, in una giornata di fine agosto, ai piedi dei pannelli antirumore privi di marcature o adesivi, nel tratto che attraversa il comune di Volpago del Montello e nel tratto di Spv in costruzione nel comune di Riese, sono stati ritrovati 70 esemplari morti», riportano i volontari della Lipu. «Il numero reale di uccelli morti dall’inizio dell’installazione di queste barriere è sicuramente inaccettabile. L’ennesima importante fase migratoria degli uccelli selvatici è iniziata e il fortissimo rischio d’impatto con le barriere antirumore installate lungo la SPV permane», conclude Manzano. —





Pubblicato su La Tribuna Di Treviso