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Bimbo di un mese morto a Salgareda, il dramma del papà: «Nostro figlio era sanissimo»

Papà Emanuele e mamma Sara non si danno pace dopo la tragedia di sabato  Riccardo era nato un mese fa senza problemi. L’attesa del responso medico

SALGAREDA. «Non sappiamo ancora nulla di cosa è accaduto a nostro figlio Riccardo, stiamo aspettando che venga eseguita l’autopsia».

Emanuele Murador, padre del piccolo venuto a mancare improvvisamente sabato sera nel corso di una festa di matrimonio a Monastier, affronta il dolore con grande compostezza. Una perdita terribile che ha lasciato lui e mamma Sara nel dolore più nero. «Ora non possiamo fare altro che aspettare che venga fatta l’autopsia e di avere gli esiti per capire cosa è successo», ripete papà Emanuele, «nostro figlio era sanissimo, non aveva problemi, è stata una tragedia improvvisa. Non possiamo far altro che aspettare».

Sara Pezzutto ed Emanuele Murador, con i due figli, stavano partecipando alla festa di matrimonio di un amico, a Villa Fiorita di Monastier, quando verso sera, dopo l’ultima poppata, Riccardo ha avuto un malore, sembrerebbe a causa di una crisi cardiaca. Uno degli ospiti presenti è riuscito a rianimarlo, il piccolo è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Ca’ Foncello dove i medici a lungo hanno provato a stabilizzarlo per poterlo trasportare all’ospedale di Padova.

Ma nella notte, dopo l’ultima crisi, i tentativi di rianimazione sono risultati vani. Solo l’esame autoptico, che verrà eseguito per volere dei genitori, potrà portare luce sulla terribile tragedia. Tra le possibili cause non si esclude la cosidetta morte bianca, che colpisce improvvisamente ed in modo del tutto inaspettato un lattante apparentemente sano. La sindrome colpisce i bambini nel primo anno di vita ed è a tutt’oggi la prima causa di morte dei bambini nati sani.


«La notizia ha iniziato ad arrivare in tutte le case del comune», racconta costernato il sindaco Andrea Favaretto, che ha appreso la tragedia durante la messa domenicale. «Il dolore è grande. I Murador sono una famiglia conosciutissima nella nostra comunità, Emanuele e Sara sono un coppia attiva che vive il paese. So che la famiglia ha chiesto venga eseguita l’autopsia. Anche noi, come loro, non possiamo fare altro che attendere l’esito dell’esame autoptico per scoprire cosa è successo. Non c’è molto da dire di fronte a simili tragedie, siamo vicini alla famiglia».


In queste ore sono diverse le persone che hanno espresso la propria vicinanza alla coppia, chi di persona e chi attraverso il social Facebook. In queste ore sono fioccati diversi messaggi come «Ciao piccolo angelo» o «È una tragedia che non si può accettare perché non si riesce nemmeno a comprenderla, un bimbo di un mese, una meravigliosa creatura che ora non c’è più. Il pensiero va ai genitori». Solidarietà anche dagli amici e dalla squadra di calcio copn cui gioca Emanuele, il Team Biancorossi. 

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso