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Investita e uccisa mentre fa jogging: Erika, 54 anni, aveva vissuto a Caerano

L’incidente mercoledì all’alba nel Padovano, di cui era originaria e dove risiedeva. Presa in pieno da un furgone. Nella Marca lavora anche l’attuale compagno, e vivono l’ex marito e un figlio. Lascia altre due figlie

PADOVA. Tragedia mercoledì mattina alle 6.15 in via Brenta a Cavino, nel Padovano: una donna di 54 anni è stata investita e uccisa da un furgone con a bordo due operai mentre praticava jogging lungo la strada. La vittima si chiamava Erika Fantinato, aveva 54 anni e abitava in via Leonardo da Vinci con il compagno e le due figlie, poco lontano dal luogo dell’incidente. Aveva vissuto per tanti anni a Caerano.

Alla guida del furgone c’era B. S. C. , 34 anni, originario della Romania, residente a Curtarolo, dipendente di un’azienda di San Giorgio delle Pertiche. Con lui un collega.

Dopo aver investito mortalmente la donna, il 34 enne si è fermato a un paio di metri dal punto d’impatto ed è andato ad accertarsi delle condizioni dell’investita. Erika Fantinato giaceva priva di vita nel fossato, non c’era più nulla da fare. I due hanno chiamato i soccorsi e nel giro di pochi minuti sono arrivati un’ambulanza del Suem 118, i vigili del fuoco volontari del distaccamento di Borgoricco e la Polizia locale della Federazione del Camposampierese. Il medico del pronto intervento non ha potuto che accertare il decesso, causato dal violento colpo.

L’autista, sotto choc, è stato sottoposto all’alcoltest, risultando negativo. Su disposizione del pm Emma Ferrero, giunta sul posto per una prima ricognizione della salma, il furgone è stato messo sotto sequestro e il conducente indagato per omicidio stradale. Sequestrato anche il cellulare di Erika per verificare se al momento dell’incidente la donna stesse ascoltando della musica.

È emerso che Erika Fantinato stava percorrendo via Brenta nello stesso senso di marcia del furgone. Correva sul lato destro e il furgone le è arrivato alle spalle. Secondo quanto dichiarato dal guidatore, la donna si sarebbe improvvisamente spostata verso sinistra, forse per attraversare, ma è stata colpita dal furgone e scaraventata nel fossato. Purtroppo non c’è nessun testimone che possa confermare o smentire quando dichiarato dall’operaio se non il passeggero che, essendo un collega dell’indagato, viene ritenuto attendibile fino a un certo punto.

Di certo c’è il fatto, rilevato dagli agenti camposampieresi, che Erika Fantinato correva sul lato opposto a quello prescritto in una strada senza marciapiede, non indossava indumenti riflettenti, era ancora buio e quel tratto di strada non è illuminato. Un concorso di situazioni che hanno inciso. Saranno le perizie a chiarire del tutto la dinamica. Un’indicazione potrebbe venire dall’autopsia, dalla quale si potrebbe capire in che punto è avvenuto l’impatto, se dietro o lateralmente.

Erika Fantinato era l’unica figlia di Valentino e Ines Smania, di Cadoneghe. Aveva tre figli che per lei erano un orgoglio: Riccardo di 30 anni, e poi Jenny di 25 e Aurora di 20 così simili a lei da scambiarle per tre sorelle quando uscivano assieme. Originaria di Cadoneghe, Erika abitava da pochi anni a Cavino dopo aver vissuto diversi anni a Caerano San Marco. Era tornata a Cadoneghe per poi trasferirsi a Limena col compagno Roberto. Con lui aveva comprato una bifamiliare in via Da Vinci e le figlie erano andate a vivere con lei e Roberto. Riccardo vive e lavora a Caerano, dove abita pure l’ex marito di Erika. «Finalmente mia figlia aveva raggiunto quella stabilità di cui aveva bisogno dopo tanto tribolare», racconta papà Valentino, «Un compagno che le voleva bene, un nuovo lavoro, una casa. Era felice. Il destino con lei è stato crudele».

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso