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Undici a processo per la tragica rissa. Ci sono anche i fratelli Stella

Perse la vita Alessandro Sartor, 45 anni. Loro si sono sempre difesi: «Non è colpa nostra». L’autopsia ha confermato che la vittima soffriva di un grave problema di cuore

CISON. Archiviata l’ipotesi di omicidio preterintenzionale, i fratelli Alberto e Francesco Stella finiscono alla sbarra per rissa e lesioni personali. L’accusa si riferisce sempre ai fatti avvenuti a Tovena nella notte tra il 30 e il 31 maggio del 2019, quando all’esterno del locale Bakaro perse la vita Alessandro Sartor, 45enne di Cison di Valmarino.

Alla sbarra a ottobre

Insieme ai due fratelli a processo sono finite altre nove persone che, secondo quanto ricostruito dalla Procura, hanno partecipato alla rissa avvenuta nella piazza di Tovena. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 13 ottobre. Il processo servirà a chiarire ulteriormente cos’è accaduto quella notte, anche se è già stato stabilito che tra la morte di Sartor e la rissa non ci sia alcun legame.

L’archiviazione dell’omicidio

Il giudice per le indagini preliminari di Treviso Umberto Donà ha, ormai un anno fa, disposto l'archiviazione dell’inchiesta a carico di Alberto e Francesco Stella, di 34 e 29 anni, di Farra, difesi dall’avvocato Danilo Riponti.

Nella notte tra il 30 e il 31 maggio del 2019 Alessandro Sartor, impiegato come barista nel locale di Tovena, si accasciò tragicamente al suolo morendo poco dopo per cause successivamente ricondotte, dal consulente del pm, ad una «insufficienza cardiaca acuta, frutto ed esito terminale di pregressa patologia di miocardite ipertrofica ed ischemia miocardica».

Inizialmente però si ipotizzò che il barista fosse stato colpito dai fratelli Stella. In particolare, fu una testimone ad indicare i fratelli come i possibili responsabili dell’accaduto, ma i periti non hanno rinvenuto alcuna minima traccia di percosse o lesioni sulla vittima.

Arrestati dalle forze dell'ordine, Alberto e Francesco Stella rimasero in custodia cautelare per quattro giorni, misura revocata il 4 giugno dopo l’esito dell'autopsia sul corpo della vittima, eseguita dal dotto Alberto Furlanetto.

Decisive, oltre alle analisi sul cadavere di Sartor, furono i filmati, che esclusero ogni ipotesi di omicidio preterintenzionale da parte dei fratelli di Farra di Soligo. Anzi Francesco, al momento del malore di Sartor, non sarebbe nemmeno stato più nella piazza di Tovena.

La rissa in piazza

Resta però da capire cosa sia accaduto quella notte, cosa abbia innescato la rissa che ha coinvolto, si apprende ora, undici persone.

Il parapiglia, a quanto era emerso nelle indagini successive, era stato scatenato da uno scontrino troppo caro per un gin tonic. A quel conto troppo salato uno dei clienti avrebbe reagito, inducendo Sartor ad intervenire per calmare le acque. Erano volati spintoni, qualche pugno anche tra i tavoli all’esterno del locale. Senza però che Alessandro Sartor venisse colpito. 

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso