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Tragedia nel cantiere di Caerano: ecco chi era la vittima

Padre di tre figli, Nazif frequentava la comunità macedone di Paderno.  Lascia la moglie di 5 anni più giovane, il più piccolo studia ancora

PIEVE DEL GRAPPA. Aveva compiuto 48 anni lo scorso 15 agosto Nazif Ajdarovski, il macedone morto il 13 ottobre in un cantiere in via Cadore, a Caerano. Era emigrato in Italia da parecchi anni e a Paderno del Grappa era arrivato 14 anni fa.

Prima aveva la residenza a Mogliano, poi aveva trovato lavoro nella Pedemontana e si era trasferito con la famiglia a Paderno. Aveva trovato casa in via San Giacomo 3, nel centro del paese. Lì viveva con la moglie Rukije Ajdaroska, di cinque anni più giovane di lui, e con i tre figli di 19, 17 e 10 anni.

I due più grandi lavorano, il più piccolo va a scuola. Una famiglia con un paio di figli già grandicelli e uno più piccolo, che faceva una vita tranquilla, tra casa e il lavoro.

Le immagini che si vedono nei social mostrano scene di vita familiare soprattutto con i figli quando erano ancora piccoli.

Non frequentava i locali del paese, neppure con i colleghi si ritrovava dopo il lavoro, per qualche bevuta assieme.

Nazif Ajdarovski lavorava nel settore edile, come tanti suoi connazionali emigrati in Italia, e da circa sette anni era alle dipendenze dell’impresa Parisotto Danilo di Asolo.

«A Pieve del Grappa c’è una forte comunità di macedoni e lui probabilmente si ritrovava con i suoi connazionali, perché non conoscevo né lui né la sua famiglia», racconta Annalisa Rampin, la sindaca di Pieve del Grappa. «Forse aveva chiesto un po’ di aiuto al Comune appena arrivato qui da Mogliano Veneto, ma poi non risulta si sia mai rivolto ai nostri servizi, segno che era una famiglia in grado di sostenersi da sola. È una tragedia quella che è accaduta, fortunatamente un paio di figli sono già grandicelli e quindi saranno di sostegno in casa. Noi in ogni caso siamo pronti a dare il sostegno che sarà necessario in seguito alla perdita del capofamiglia, ma penso che sarà la comunità macedone di cui fanno parte, e che a Pieve del Grappa è numerosa, ad aiutare ora la moglie e i figli. Voglio esprimere ai famigliari dello sfortunato operaio la vicinanza di tutta l’amministrazione comunale».

Momenti drammatici si sono vissuti il 13 ottobre quando si è trattato di comunicare alla moglie e ai tre figli che il marito e padre aveva perso la vita in un infortunio avvenuto nel cantiere. 

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso