• Home
  •  > Notizie
  •  > Quinto, morta nello schianto avvenuto durante una lite: «Vogliamo la verità»

Quinto, morta nello schianto avvenuto durante una lite: «Vogliamo la verità»

I familiari di Giuseppina Lo Brutto, la donna uccisa nell’incidente, intervengono dopo la condanna del ragazzo a 3 anni e 3 mesi per omicidio stradale: «Ci dicano perché Christian Barzan sterzò di colpo, la nostra sofferenza è più grande della sua»

QUINTO. «Abbiamo il diritto di sapere la causa di quella sterzata». Dopo Dario Biglieri, il padre di Giorgia, la giovane che aveva accusato il suo ex fidanzato Christian Barzan, 24 anni di Quinto, di essersi schiantato di proposito, al culmine di una lite, il 7 giugno del 2019, contro la macchina di Giuseppina Lo Brutto, uccidendola, secondo il quale «con un bravo avvocato, ogni stupro sarà “legalizzato”», interviene anche la famiglia di Giuseppina Lo Brutto che viaggiava a fianco del marito Flavio Cagnato, rimasto gravemente ferito.

«Restiamo in attesa - scrivono in una nota diffusa ieri dai legali - di conoscere le motivazioni della sentenza per capire, finalmente, quali siano state le cause che hanno indotto Christian Barzan, che correva in maniera sconsiderata in un centro abitato, a scontrarsi con l’auto di Giuseppina Lo Brutto, uccidendola. Dopo due anni dall’incidente mortale, abbiamo il diritto di sapere quale sia stata la causa della repentina e violenta sterzata che ha provocato il mortale incidente e ci aspettiamo che il giudice, con le motivazioni della sentenza emessa, chiarisca cosa è realmente avvenuto nell’auto l’istante prima dello scontro».

«Risultano altresì incomprensibili - continuano - le reiterate dichiarazioni di soddisfazione della famiglia Barzan, che dimostra di non avere piena contezza dell’omicidio compiuto; due anni di sofferenza della famiglia Barzan, non sono nulla a confronto della sofferenza patita da noi per la morte di Giuseppina Lo Brutto».

La precisazione della famiglia della vittima di quella tragica notte, arriva all’indomani di una presa di posizione piuttosto dura da parte del padre della grande accusatrice di Barzan, Giorgia Biglieri, che in merito alla sentenza ha usato parole forti.

«La violenza sulle donne a questo punto può essere tranquillamente perpetuata» si è sfogato Dario Biglieri, «quanto accaduto è gravissimo e penalizza tutte le donne che hanno subito e subiranno violenza, con avvocati che la faranno passare come una situazione voluta. Giustizia non è stata fatta, mi spiace maggiormente per la signora deceduta nell’incidente e poi per mia figlia, che non è stata creduta e per niente ascoltata nonostante tutte le prove. Siamo veramente afflitti perché non era questa la situazione che avremmo voluto».

Barzan era accusato di aver provocato volontariamente l’incidente in cui aveva perso la vita Lo Brutto, al culmine di una lite in auto con Giorgia, e quindi doveva rispondere di una serie di accuse che andavano dal tentato omicidio di Biglieri, sua passeggera, e Cagnato, conducente della Toyota, all’omicidio di Lo Brutto passando anche per la violenza sessuale e gli atti persecutori contro la sua ex. Alla fine è stato condannato a 3 anni e 3 mesi per omicidio stradale. Da tutti gli altri reati è stato assolto.

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso