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Identificato il corpo dell’uomo caduto È un imprenditore di cinquant’anni

Si tratta di Andrea Scodellaro, originario del pordenonese Gestì negozio a Valdobbiadene, viveva in centro a Treviso

È un ex imprenditore, originario del Pordenonese, che dopo un incidente stradale, aveva chiuso la sua attività, l’uomo trovato esanime, con una ferita alla testa, giovedì notte, al varco Filippini, poco distante dal parcheggio al pattinodromo.

Si tratta di Andrea Scodellaro, 50 anni: era nato a San Vito al Tagliamento e per molti anni aveva gestito un negozio di tendaggi e arredamenti in piazza delle Rose a Valdobbiadene. Un negozio che aveva chiuso qualche anno fa ed ora da qualche tempo s’era trasferito a vivere in un appartamento in piazza Santa Maria dei Battuti, nella stessa palazzina dove abita il fratello Alberto. È stato proprio quest’ultimo a presentarsi in questura, nella tarda serata di giovedì, quando ha scoperto che il fratello per l’intero giorno non s’era fatto vivo. A lui è toccato il triste compito di riconoscere la salma, sulla quale, non prima di lunedì, verrà effettuata l’autopsia.

Nel frattempo, gli agenti della squadra mobile di Treviso, coordinati dal dirigente Imma Benvenuto, hanno proseguito le indagini raccogliendo riscontri importanti. Sta, infatti, tramontando l’ipotesi che l’uomo possa essere stato aggredito e spinto mentre si trovava nel camminamento delle Mura, sopra il varco. A parte la botta in testa, sul corpo non ci sono altri segni di colluttazione. Ma un nuovo riscontro, tenderebbe ad escludere definitivamente la morte violenza. Le immagini delle telecamere che si trovano in zona hanno infatti immortalato Scodellaro mentre passeggiava sul camminamento a poche decine di metri dal punto da dove è precipitato. Era da solo e nell’arco temporale in cui è avvenuta la caduta, dalle telecamere risulta evidente che non ci sarebbero state altre presenze sospette né prima né dopo l’accaduto.

Rimangono aperte altre ipotesi. Una caduta accidentale, un malore oppure anche un gesto estremo. Grazie ai familiari, gli agenti hanno raccolto numerose informazioni sulla vittima.

Stando a quanto s’è appreso, qualche anno fa aveva avuto un incidente stradale, mentre pedalava in sella alla sua bici, che gli aveva procurato diversi acciacchi fisici. Non a caso, negli ultimi tempi andava spesso in strutture sanitarie per lamentare problemi e dolori fisici. Una situazione che l’aveva provato psicologicamente. Era infatti molto attivo nel campo dello sport ma gli piaceva soprattutto amndare in bici. In piazza Santa Maria dei Battuti, nessuno tra i negozianti o i residenti lo conosce, tranne il gestore del bar sotto casa: «Lo vedevo ogni tanto passare, so che era originario del Friuli ma non era molto espansivo. Era quasi sempre da solo».

Soltanto l’autopsia, disposta dal pm Davide Romanelli, chiarirà le cause del decesso di Scodellaro. La procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di accusa di “morte come conseguenza di altro reato”. Sono state anche disposte le analisi tossicologiche per capire le condizioni psico-fisiche di Scodellaro al momento della tragedia. L’accertamento autoptico, però, non si farà prima di lunedì all’obitorio dell’ospedale.

La tragedia è stata scoperta nella notte dall’assessore ai lavori pubblici Sandro Zampese e dai consiglieri Giancarlo Da Tos e Andrea Beraldo. Stavano tornando a casa dopo un consiglio comunale quando, all’altezza di varco Filippini, hanno visto un uomo a terra e sangue attorno. L’allarme agli operatori del 118 è stato immediato. Pochi minuti più tardi un’ambulanza era già sul posto. Purtroppo, però, Scodellaro è morto pochi minuti dopo il suo ricovero all’ospedale. Sul capo, una vistosa ferita alla testa, compatibile con una caduta dal camminamento che si trova sopra il varco che s’immette sul Put, a pochi metri dal parcheggio del pattinodromo.—

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Pubblicato su La Tribuna Di Treviso