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Castelfranco, uccise un’anziana e fuggì: condannato a 18 mesi per omicidio stradale

CASTELFRANCO. È stato condannato a un anno e sei mesi per omicidio stradale in concorso di colpa Roberto Marcon, 40 anni di Castelfranco, per l’incidente, avvenuto la sera del 9 novembre 2019 in via dei Carpani, che costò la vita a Graziella Geremia, 74 anni, ex insegnante di Rossano Veneto, mentre la figlia, Marta Brunello, rimase ferita in modo non grave. Ieri è andato inscena il processo per rito abbreviato dopo che il gup aveva fissato l’udienza davanti al giudice monocratico a carico di Marcon per i reati di omicidio stradale e fuga.

Il quarantenne è stato condannato per omicidio colposo, con il rito abbreviato, a un anno e 6 mesi, pena sospesa. Il gup Gianluigi Zulian ha concesso le attenuanti generiche, oltre che il concorso di colpa della vittima. Nessuna fuga, ma ci fu omissione di soccorso. Il pubblico ministero aveva chiesto 3 anni. Le perizie hanno evidenziato che le due donne stavano attraversando la strada ma non sulle strisce pedonali. Le motivazioni, in ogni caso, arriveranno entro ottanta giorni.

Marcon quella sera stava andando a fare la spesa in uno dei supermercati della zona, dopo aver imboccato via dei Carpini. Era alla guida di una Fiat Punto: all’altezza del civico 8 ha compiuto un sorpasso occupando la corsia a sinistra delle due in quel senso di marcia e investì Graziella Geremia che era sottobraccio alla figlia. La Punto le colpì in pieno. Marta Brunello sentì la madre strappata al suo braccio e finì pesantemente a terra. Per l’anziana invece non ci fu nulla da fare. Mentre venivano eseguiti i rilievi dalla Polstrada, iniziò subito la caccia all'investitore. I primi elementi ad essere presi in considerazione furono le immagini delle videosorveglianza pubblica e privata che puntavano sulla strada.

Nella notte l’individuazione: si trattava di una Punto, con evidenti segni dell’incidente. In quel momento, riferirono i familiari, Roberto Marcon – cugino del sindaco di Castelfranco, Stefano Marcon – era a casa, tranquillo. Dopo aver fatto la spesa non era ritornato per via dei Carpani, ma si era diretto verso Borgo Treviso. Di sera era andato a dormire. Al risveglio, lette le notizie, si era subito rivolto all’avvocato Aldo Pardo. «Avvocato, penso di aver preso sotto qualcuno in auto, non so come ma ho paura che sia morta, ne parlano tutti i giornali». Erano le 7 del 10 novembre del 2019, il legale lo accompagnò alla stradale.

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso