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Seconda morta alla Immacolata di Lourdes Rsa della Marca, salgono a 87 i casi positivi

È una ex bidella di 73 anni, stroncata dalla pandemia. Deceduta anche una novantenne ricoverata al Ca’ Foncello

La febbre è salita e dopo un paio d’ore è deceduta, al tampone è risulta positiva al Covid. Sarà effettuata l’autopsia su Carla Forest, 73 anni di Codognè, morta sabato pomeriggio all’Immacolata di Lourdes. Era stata bidella alle scuole elementari di Codognè e Fontanelle, dove in tanti la ricordano con affetto per la sua simpatia. È la seconda vittima nel focolaio che si è sviluppato nella casa di riposo di Conegliano. La donna non era tra le dodici persone risultate contagiate dal virus (nove ospiti e tre operatori sanitari). Ma sabato la febbre ha iniziato a salire e non c’è stato nulla da fare. Il tampone venerdì era stato eseguito su tutti gli ospiti dell’Immacolata e ieri è arrivato l’esito anche per Carla Forest. Per chiarire le cause della morte verrà effettuato l’esame autoptico. “Carletta” così la chiamavano tutti a Codognè, viveva nella frazione di Cimetta e la sua morte ha destato cordoglio. Nata nel 1946, originaria di Pavia, rimasta orfana da bimba, era cresciuta a Codognè con la nonna e una zia. Non aveva avuto figli, ma per tanti bambini in paese aveva rappresentato come una seconda mamma. Si era fatta apprezzare da diverse generazioni di piccoli studenti, fino a quando andò in pensione una quindicina d’anni fa. Nel giugno dello scorso anno era stata vittima di una grave incidente nel giardino di casa. Aveva riportato un trauma cranico per cui era stata ricoverata in neurochirurgia a Treviso, dove i medici la avevano recuperata. Per la riabilitazione era stata prima nella casa di riposo di Tarzo, dove aveva avuto un altro trauma a causa di una caduta. Era quindi stata trasferita all’Immacolata di Lourdes. «Sabato pomeriggio ho ricevuto una telefonata dall’Immacolata di Lourdes in cui mi dicevano che Carla aveva la febbre, ma non era stato ritenuto necessario il ricovero», racconta la cugina, la dottoressa Mirella Forest, noto medico di famiglia a Mareno, «Verso le 18.30 è arrivato il messaggio dal medico che era sconvolto perché Carla era mancata. Non abbiamo avuto informazioni, finché stamattina abbiamo saputo che il test del Covid è risultato positivo». E nelle ultime 24 ore è morta un’altra anziana, di 90 anni, ma al Ca’ Foncello, non proveniente da una Rsa. Le vittime quindi salgono a 339 nella marca dall’inizio della Pandemia. In un giorno inoltre altri 29 positivi non legati a cluster.

Tornando alle case di riposo della Marca: restano un punto critico. Il monitoraggio mensile continua a far emergere nuovi positivi. Il numero dei contagiati sale a 87, di cui 63 ospiti e 24 operatori. Il virus entra dall’esterno «tramite i lavoratori magari positivi e asintomatici reduci da una vacanza» evidenzia il direttore generale dell’Usl Francesco Benazzi. Sta di fatto che lo screening sempre più rapido e serrato, che a breve sarà in buona parte demandato al personale formato delle Rsa, aiuterà a tenere sotto controllo i focolai. L’Usl 2 fornisce la fotografia dei cluster: alla Civitas Vitae di Vedelago 6 ospiti positivi, a Villa Tomasi di Spresiano 37 anziani positivi e 16 operatori, all’Opera Immacolata di Lourdes 20 ospiti contagiati e 8 lavoratori. Per quanto riguarda le strutture dedicate alla disabilità, si registra un operatore infettato alla Comunità alloggio Il Burraco di Ponzano e uno al Ceod di Conegliano. In vista della coda autunnale della pandemia l’Usl sta ultimando il corso di preparazione degli operatori per effettuare in proprio il test rapido. «La prossima settimana tutto sarà pronto per introdurre questa nuovo approccio nelle Rsa», conferma il primario Roberto Rigoli «grazie al test rapido in caso di sospetto Covid si potrà avere l’esito in 15 minuti». —

Diego Bortolotto

Valentina Calzavara

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso