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Ponte di Piave, spuntano i resti di un cadavere nel cantiere di Villa Tommaseo

Si tratta con ogni probabilità di un soldato austriaco morto nel primo conflitto. Sequestrata l’area, la Procura ha aperto un fascicolo. Accertamenti in corso

PONTE DI PIAVE. Riemerge dopo più di un secolo lo scheletro di un soldato della Prima Guerra Mondiale. Quasi sicuramente si tratta di un artigliere dell’esercito austroungarico, ma non si esclude che possa essere un fante italiano. Il rinvenimento si è verificato nella tarda mattinata di ieri nel parco della villa Tommaseo durante gli scavi per la realizzazione delle fognature.

I RESTI DEL SOLDATO

Dell’abbigliamento del povero soldato si sono conservati quasi perfettamente gli anfibi, al cui interno c’erano ancora le ossa delle dita del piede. Sul posto, per i rilievi di rito, è intervenuta una pattuglia dei carabinieri di Ponte di Piave con il vicecomandante maresciallo Piero Gioia.

Il medico legale Angelo Ferri, dopo aver visionato le ossa, ha confermato l’ipotesi che farebbe risalire la morte dell’uomo a circa 90 anni fa. Il militare, sicuramente giovane, dai rilievi tanato–antropometrici doveva avere un’altezza variabile tra un metro sessantacinque ed un metro e settanta. Il pubblico ministero di turno, Fietta, ha disposto il sequestro dell’area di rinvenimento, oltre che delle ossa e degli anfibi. Il corpo era stato seppellito senza una bara ed all’interno della fossa è riemersa anche la grossa pala con cui un commilitone aveva scavato.

La notizia non ha sorpreso gli storici della zona Claudio Rorato di Ponte di Piave, Bruno Marcuzzo di Meolo, Renzo Toffoli di Salgareda e Vito Marcuzzo di Oderzo.

L’OPINIONE DEGLI STORICI

Tutti hanno ricordato come villa Tommaseo sia stata al centro di molti importanti avvenimenti nel corso della primo conflitto mondiale. All’indomani della disfatta di Caporetto nella grande corte e nei granai adiacenti si riposò per una notte la seconda Brigata di Cavalleria, che richiamata urgentemente dalle retrovie, si immolò alcuni giorni dopo a Pozzuolo del Friuli consentendo alla Terza Armata, comandata dal Duca D’Aosta, di attraversare indenne il Tagliamento a Latisana.

L’allora sindaco di Ponte Milone Tommaseo abbandonò la villa il 5 novembre 1917 e subito dopo vi si insidiò un importante comando austroungarico. Nei mesi successivi alcuni soldati asburgici, morti in combattimento, furono seppelliti nel prato antistante la villa. Foto dell’epoca, conservate nell’archivio militare di Vienna, ritraggono una decina di tumuli di terra con crocifissi e fiori. Nei primi anni venti del novecento le autorità transalpine fecero riesumare le salme che furono portate nel loro Paese di origine.

La stranezza dell’inaspettato rinvenimento di ieri mattina è costituito dal fatto che il soldato è stato seppellito nella parte retrostante la villa, in un posto poco consono per onorare un commilitone morto in combattimento. A questo punto qualcuno ipotizza che il corpo rinvenuto appartenga ad un fante italiano.

Secondo lo storico Gianni Periz gli anfibi ritrovati sarebbero austriaci. Di parere opposto Bruno Marcuzzo secondo il quale invece scarponi e badile sarebbero italiani e ciò giustificherebbe una sepoltura senza tomba, né onori. Ad avvalorare questa interessante tesi c’è il fatto che alcune settimane fa, durante lo scavo per il posizionamento delle tubazioni del gas, nella stessa zona è stato ritrovato l’elmetto arrugginito di un soldato del nostro esercito.

Ma è altrettanto vero che una cinquantina di anni fa è riemersa sempre dal parco della villa una baionetta austroungarica. Si tratta, quindi, di un piccolo giallo che gli storici della zona nei prossimi giorni cercheranno di risolvere. Il vecchio palazzo Tommaseo, fu distrutto nei bombardamenti del giugno del 1918 durante la battaglia del Solstizio. Negli Anni Venti del Novecento venne costruita l’attuale villa, che nel secondo conflitto mondiale, venne occupata dai Tedeschi, che tennero prigioniero per un mese un pilota neozelandese abbattuto con il suo aereo a Salgareda il quale venne fucilato nel giardino della villa. 

 

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso