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Caldaia difettosa, muore anziano originario di Paese

Tragedia la notte scorsa in una casa nell’Appennino Bolognese. La vittima è Pietro Caruso, deceduto anche il fratello

BOLOGNA. Tragedia nella notte di ieri (giovedì 13 febbraio) sugli Appennini bolognesi. Un anziano di Paese, Benito Caruso, 84 anni, e il fratello Pietro, 76 anni di Ferrara, sono stati trovati morti nella loro abitazione in località Querciola di Lizzano in Belvedere, in provincia di Bologna. Sono morti asfissiati a causa delle esalazioni di monossido di carbonio, propagatosi con ogni probabilità dalla caldaia difettosa del riscaldamento. I fratelli non rispondevano più al telefono da martedì ai parenti che, allarmati, hanno lanciato l'allarme. Verso la mezzanotte di ieri nella località appenninica sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco che hanno purtroppo scoperto la tragedia. I cadaveri dei due anziani sono stati trovati distesi nel letto e probabilmente sono stati sorpresi nel sonno dalle esalazioni del gas killer. L'immobile è stato sequestrato e verranno fatti accertamenti su un possibile guasto dell'impianto di riscaldamento.

Il drammatico ritrovamento dei corpi di Benito Caruso e del fratello Pietro è avvenuto ieri notte, poco dopo la mezzanotte. Sono stati i vigili del fuoco bolognesi a scoprire la tragedia. Quando i parenti si sono messi in contatto con loro, hanno subito intuito che i due fratelli, che non rispondevano al telefono, avrebbero potuto essere stati vittima di una fuga di monossido. Per questo motivo, quando sono entrati, avevano le maschere.

I corpi dei due anziani sono stati trovati distesi a letto, nelle rispettive camere. Segno, questo, che la fuga di monossido di carbonio potrebbe averli sorpresi nella notte. Dalle strumentazioni in dotazione, i vigili del fuoco hanno individuato in una caldaia la probabile origine della fuga di gas.

Sul posto, su mandato della magistratura, sono intervenuti i carabinieri che hanno posto l’immobile sotto sequestro ed ora è al vaglio del sostituto procuratore di turno la possibilità di iscrivere nel registro degli indagati eventuali responsabili della tragedia con l’ipotesi d’accusa di omicidio colposo.

I due fratelli erano entrambi nati a Tripoli e da tempo vivevano nel bolognese, da pensionati. Benito, però, aveva mantenuto la sua residenza a Paese. —

 

Pubblicato su La Tribuna Di Treviso